venerdì 9 agosto 2019

Non aver paura

Se hai paura di avermi dato poche carezze,
sappi che non ne ho scordata nemmeno una.
Se sei pentita di avermi sgridato anche solo una volta, sappi che io nemmeno me la ricordo.
Se pensi di avermi lasciato troppo tempo da solo,
sappi che io ti ho sempre aspettato.
Se temi di avermi dedicato poco tempo,
sappi che io, anche di quel poco, ne ho goduto ogni istante.
Se credi di aver giocato poco con me,
sappi che io non ho mai contato le volte in cui mi hai lanciato la pallina.
Se pensi che io abbia dimenticato il tuo profumo,
sappi che anche adesso lo sto annusando nel vento.
Se tu volessi rinascere in un’altra vita,
sappi che io vorrei essere il tuo cane anche in quella.
Se sei convinta di avere qualche difetto,
sappi che per me tu sei stata la perfezione.
Se credi che l’ amore possa avere una fine,
sappi che nel mio cuore il posto per l’ amore è infinito.
Se pensi di nutrire dei rimpianti verso me, sappi che io non cambierei un solo secondo della vita che ho trascorso con te.
Se credi che io non senta più la tua voce quando mi chiami, basta che tu affidi alla brezza della sera il compito di portarmi le tue parole.
Se pensi che io possa scordare il tuo viso,
sappi che avrei voluto vivere solamente per godere di un tuo sguardo.
Se credi che avrei potuto amare qualcuno più di te,
sappi che io ti ho amato più di me stesso.
Se pensi che mi sarebbe piaciuto sdraiarmi su di un morbido divano,
sappi che con te avrei dormito anche sui sassi.
Se credi che io volessi più di ciò che mi hai dato,
sappi che io mi sono sempre sentito il cane più felice e ricco del mondo.
Se a volte ti sei sentita sola,
sappi che io non ho mai lasciato il mio posto accanto a te.
Se pensi che la mia vita sia stata breve,
sappi che io non avrei voluto vivere nemmeno un minuto in più se non lo avessi passato al tuo fianco.
Se temi che io non sia più vicino a te,
sappi che appena chiuderai gli occhi io mi addormenterò al tuo fianco.
Se pensi di non aver fatto la scelta giusta,
sappi che io mi sono sempre fidato di te.
Sempre.
Se sogni un giorno di potermi rivedere,
sappi che sarò lì ad aspettarti, come ho sempre fatto.


venerdì 26 luglio 2019

Secret moon By Marco Marra


Secret moon By Marco Marra
New single
Video editing by Paola_Images



https://youtu.be/fbhiGJr4q6U

lunedì 15 luglio 2019

CHE NE SAPEVO

DEDICATA AL POVERO PITBULL,UCCISO,SOLO PERCHE' ERA IL CANE DI UN'UOMO DI MERDA.
 
[ Proprietà intellettuale del testo: Daniela Pintor ]

Che ne sapevo, io, che lui per la legge stava dalla parte sbagliata.
Io gli volevo bene.
Era la sua mano che mi sfamava.
Era la sua mano quella che mi accarezzava il capo e mi incoraggiava.
Era il mio capobranco, e noi cani siamo così.
Fedeli.
Solidali.
Che ne sapevo, io, degli uomini in divisa.
Che ne sapevo che erano venuti per arrestarlo.
Che ne sapevo di che cos'è un'arma.
Ho visto che lo prendevano.
Il mio capobranco.
Il mio umano, quello del cibo e le carezze.
Ho sentito le urla.
Ho cercato di avvicinarmi a quegli uomini.
Mi hanno preso a calci.
Mi sono difeso, ho morso una scarpa di quello che mi colpiva.
Volevo solo fermarlo, perché i calci fanno male, e io non avevo fatto nulla.
L'esplosione, un dolore accecante.
La mia zampa spappolata.
Ho cercato rifugio tra le automobili in sosta.
Ancora un'esplosione e il fianco che mi si riempiva di dolore liquido.
Il sangue sull'asfalto.
Il mio sangue.
Mi sono trascinato, allora, barcollando, cercando aiuto.
Sfuggivano il mio sguardo implorante.
Mi sono accasciato sulla porta della mia casa.
Aprite.
Aprite.
Vi prego.
Una coperta addosso.
Un viaggio in automobile che sembrava non finire più.
Poi è finito.
Tutto.
Sul tavolo d'acciaio di un veterinario ho reso il mio respiro al cielo senza sapere il perché.
Ero solo un cane.
Solo un cane.

[ Proprietà intellettuale del testo: Daniela Pintor ]

mercoledì 19 giugno 2019

21 giugno, solstizio d’estate e festa del fuoco. Storie, leggende e tradizioni del giorno più lungo dell’anno

Intorno al 21 giugno il Sole celebra il suo “trionfo” con il giorno più lungo dell’anno, ma allo  stesso tempo rappresenta l’inizio del suo declino. Fin dall’antichità il cambio di direzione che il Sole compie tra il 21 e il 22 giugno, riprendendo la sua corsa sull’orizzonte, è stato salutato come l’inizio di un nuovo periodo di vita. Questo giorno, detto solstizio estivo, è ancora oggi ricordato e atteso  in quanto primo giorno d’estate.
Il Sole, per l’uomo principale fonte di vita, muta il suo cammino sull’orizzonte e sembra fermarsi (“Solis statio”: fermata, arresto del Sole) per alcuni giorni in un punto preciso, sorgendo e tramontando sempre nella stessa posizione, finché, il 24 giugno le giornate iniziano lentamente ma inesorabilmente ad accorciarsi fino al solstizio d’inverno, la notte più lunga dell’anno.
Il Sole e il suo simbolo, il fuoco, sono stati al centro di tutte le religioni delle antiche civiltà e sono stati sempre rappresentati come divinità positive, contrapposte a quelle tenebrose e malvagie. Non c’è da stupirsi, quindi, se in ogni tempo e luogo il giorno del Solstizio viene celebrato con feste, falò, rituali magici e religiosi.
In Gran Bretagna, a Stonehenge, sopravvivono, per esempio, gli imponenti ruderi di un tempio druidico: due cerchi concentrici di monoliti che raggiungono le 50 tonnellate. L’asse del monumento è orientato astronomicamente con un viale di accesso al cui centro si erge un macigno detto “pietra del calcagno” (Heel Stone) e durante il solstizio d’estate il Sole si leva al di sopra della Heel Stone.
Sin dai tempi più remoti il cambio di direzione che il sole compie, tra il 21 e il 22 giugno, è  stato visto come un momento particolare e tutti i riti e le pratiche erano basate sulla semplice osservazione dei corpi celesti, fenomeni visibili in tutte le zone del mondo e da tutte le culture.
In età precristiana, infatti, questo giorno era considerato sacro al pari di un capo d’anno e da qui l’usanza di trarre dei presagi. Il Sole, simbolo del fuoco divino, entrava nella costellazione del Cancro, simbolo delle acque e dominato dalla Luna, dando origine all’unione delle due opposte polarità che si incontravano. Il Sole era considerato la parte maschile e la Luna quella femminile.
Nell’antica Grecia, invece, i due solstizi erano chiamati “porte”: “Porta degli uomini” l’estivo e “porta degli dei” l’invernale; attraverso la prima si entrava nel mondo materiale della creazione, mentre attraverso la seconda si entrava nel regno divino e soprannaturale.
Nei paesi anglosassoni questo tempo viene chiamato Midsummer, mezza estate, e Shakespeare nel suo “Sogno di una notte di mezza estate” ne ha raffigurato l’aspetto magico facendo fondere sogno e realtà. Quest’atmosfera, di tempo fuori dal tempo, rende il Solstizio un momento propizio per le predizioni e le pratiche divinatorie, sia nel folklore popolare, sia nelle tradizioni cerimoniali.
La religione cattolica divenne ben presto conscia dell’importanza di questo periodo e dei festeggiamenti ad esso associati, così ai riti pagani sostituì le proprie celebrazioni e il solstizio d’estate divenne la festa di San Giovanni Battista (24 giugno), che sarebbe nato esattamente sei mesi prima di Cristo. Il “sole che rotola via” è associato, in un certo senso, alla testa del Santo decapitato, che nella memoria religiosa si sovrappone al sole che cambia direzione e, proprio per l’antica credenza che il Sole (fuoco) si sposa con la Luna (acqua), gli attributi principali di San Giovanni sono il fuoco e l’acqua con cui battezzava.

Nel corso del tempo c’è stato un mischiarsi di tradizioni antiche, pagane e ritualità cristiana, che dettero origine a credenze e riti in uso, a volte, ancora oggi e ritrovabili principalmente nelle aree rurali.
Nella notte tra il 23 e il 24 giugno si usa bruciare le vecchie erbe nei falò e andare alla raccolta delle nuove, oltre che mettere in atto diversi tipi di pratiche per conoscere il futuro perché, come dice il detto, “San Giovanni non vuole inganni”. I contadini, un tempo, si posizionavano principalmente su dossi o in cima alle colline e accendevano grandi fuochi in onore del Sole per propiziarsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa; spesso con le fiamme di questi falò venivano incendiate delle ruote di fascine, che venivano fatte precipitare lungo i pendii, accompagnate da grida e canti.
I fuochi avevano però anche funzione purificatrice e per questo vi si gettavano dentro cose vecchie o marce, perché il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni e streghe. Si riteneva che in questa notte le streghe si riunissero e scorrazzassero per le campagne alla ricerca di erbe poiché, le erbe raccolte in questa notte, secondo le varie tradizioni, hanno un potere particolare: sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprietà sono esaltate e alla massima potenza.
Le  più note da raccogliere sono: l’iperico, detto anche erba di San Giovanni; l’artemisia, chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide; la verbena, protettiva anch’essa e il ribes rosso, che proteggeva dai malefici. Mazzetti di erbe collocati sotto il cuscino, si dice, favoriscano i sogni divinatori: le erbe giocano un ruolo di primo piano nelle tradizioni solstiziali e di San Giovanni.

Forse dietro le storie dei raduni di incantatrici e di fattucchiere nella notte di mezza estate, si cela anche il ricordo dei riti solstiziali celtico-germanici intorno ad un albero o il ricordo delle feste licenziose nell’antica Roma in onore della dea Fortuna, dea della casualità assoluta e del caos benefico.
Questa festa si teneva proprio il 24 giugno e
tutta la popolazione, ricchi e poveri, liberi e schiavi, accorreva ai templi, banchettava e danzava.
Infine, a Pamplona, in Spagna, si usa raccogliere erbe aromatiche da bruciare negli incroci per scongiurare le tempeste ed i fulmini; i Berberi, che vivono in  Nord Africa, accendono  fuochi dal fumo denso per propiziare il raccolto dei campi e per guarire (con il fumo) chi vi passi in mezzo;  in tutta Europa si traevano (e forse ancora si traggono) presagi ad opera delle ragazze nubili, per sapere di un prossimo matrimonio ed eventualmente acquisire anche indizi sull’identità del futuro sposo.
Tutte usanze logiche se si pensa che la natura, durante questo periodo, è al massimo del suo rigoglio e da sempre, per gli esseri umani, favorisce tutto ciò che riguarda la fertilità e l’amore.

martedì 18 giugno 2019

Non chiediamoci poi perchè....

5G ed emissioni elettromagnetiche: troppi pericoli per la salute, Bruxelles blocca la nuova tecnologia

Emissioni delle antenne del 5G potenzialmente pericolose per la salute umana: mancano specifiche informazioni tecniche

 

Bruxelles doveva essere la prima città in Belgio ad utilizzare il 5G, ma il ministro dell’Ambiente della regione di Bruxelles, Céline Fremault, ha bloccato l’avanzata tecnologica. Troppi difatti i dubbi da chiarire circa le emissioni delle antenne del 5G e i loro pericoli per la salute umana, sui quali non si può sorvolare data la mancanza di informazioni tecniche.
Le conclusioni di Fremault sono basate sul lavoro di una commissione di esperti, del Consiglio economico e sociale (CESRBC), del governo della Federazione Vallonia-Bruxelles, del Consiglio di Stato, e del parere del Consiglio dell’ambiente (CERBC). Bruxelles (qui temporaneamente) si aggiunge alla lista dei più piccoli città degli Stati Uniti che hanno fatto la stessa decisione. Prima di loro, già Mill Valley in California aveva deciso di bloccarne la diffusione stante il pericolo per la salute dei cittadini.
Stante il clima di incertezza, occorrono maggiori valutazioni e studi che assicurano la salute dei cittadini da eventuali pericoli. Il Codacons, da sempre impegnato nella lotta alla radiazioni magnetiche e l’elettrosmog, presenta esposto presso la Procura della Repubblica di Milano affinché vengano compiute adeguate indagini sul caso nonché diffida la Regione Lombardia a sospendere la diffusione e l’utilizzo del 5G fin tanto che sarà escluso ogni pericolo per la salute dei cittadini.

lunedì 17 giugno 2019

"Ho amato e amo così tanto i cani,che il mio sogno è quello di spegnermi con uno di loro al mio fianco.
Li ho amati perchè sanno dare quello che gli uomini,ormai,non sanno dare più.
La fedeltà,l'amore completo e totale,il rispetto.
Un  cane ama chi ti ama,ma non esita a difenderti da chi vuole farti del male.
E non è poco."
Franco Zeffirelli 1923-2019

Voglio prender spunto da queste parole stupende,che rispecchiano anche il mio pensiero ed un mio recondito desiderio.
Desiderio di aver al mio fianco,tutti quelli che amo,cani compresi.
Desiderio che alla fine,ha un sapore molto egoistico.
Nel momento in cui lasciamo questa terra.... dovremmo invece pensar prima a chi resta.
Cosa farà dopo??
Riuscirà a superare questo momento e a continuare sereno la sua strada??
Gli umani,in un modo o nell'altro ce la fanno,chi prima e chi dopo,tutti si supera l'addio ad un nostro caro.
Chi supportato dalla fede oppure dalla ragione,dal ricordo che portiamo sempre con noi,dall'affetto di chi ci circonda.
Ma loro?? I nostri compagni a 4 zampe??
Non puoi spiegare il concetto della morte ad un cane....è già difficile per un'umano!!!
Chi gli spiega che il suo adorato padrone,non gli accarezzerà più il manto,lo porterà a spasso,lo farà dormire nel suo letto??
Sopratutto a volte penso,a tutti quei poveri cani, a cui il destino ha portato via un compagno umano,anziani sopratutto,e che dai parenti,non ricevono altro che  il destino del canile.
Perchè non tutti hanno la voglia  o la possibilità di prendersi un cane.
Non c'è nulla di più straziante,dello sguardo di un cane che si sente abbandonato.
Chissà nella sua piccola mente,quante domande,che turbinio di pensieri passeranno....penserà..."" Ma cosa ho fatto di sbagliato che adesso sono qui?"
Per loro ,a molte di queste domande non troveranno che una risposta:solitudine e abbandono.
E mi si stringe il cuore, quando vedo, che nonostante la cattiveria umana che subiscono,un cane...si un misero,povero e pulcioso cane....ha la voglia di scodinzolarti,solo per aver ricevuto una carezza.
E noi,immensi esseri intelligenti.... ce la prendiamo per un parcheggio fatto male!!!
Maceriamo vendette mafiose,di generezione in generazione...
Proprio vero,che non saremo mai come i cani.
I cani sono migliori di noi.
P. 


 

mercoledì 22 maggio 2019

Cosa sono gli Haters del web e come difendersi!

L’argomento è spinoso, sarò preciso e sintetico ma non breve. Quello degli haters, letteralmente “odiatori” o “odianti” è un fenomeno sociale emerso tramite i social media. Prima di internet non esisteva, e spiegherò perché.
Esiste una definizione di haters, per cui leggiamola insieme. E’ su wikipedia ma io la copio e incollo da questo articolo di Rudy Bandiera che è un vero esperto del web.
Hater è un termine usato in Internet per indicare gli utenti che generalmente disprezzano, diffamano o criticano distruttivamente una persona, un lavoro o un concetto in particolare.
L’odio dell’hater è generato da dei sentimenti simili alla gelosia e all’invidia; tuttavia gli hater, a differenza dei gelosi, non desiderano diventare come le persone che prendono in giro o attaccano, ma al contrario desiderano esclusivamente insultarle e denigrarle.
Un hater giustifica il suo disprezzo e pone il suo pensiero come unica, vera realtà; i pensieri o idee delle persone a lui non affini sono completamente errate e semplicemente delle menzogne.
Un hater tende a seguire costantemente le attività del personaggio pubblico che odia.

l’odio dell’hater è generato da dei sentimenti di gelosia e invidia !!!

Come ha detto ad un suo corso Frank Pucelik quando invidiamo qualcuno è perché il suo successo, grande o piccolo che sia, ci pone di fronte alla nostra mediocrità, e noi odiamo questa sensazione. L’hater odia la persona che invidia.
E’ un fenomeno da social media!
Perché l’hater non aveva modo di esprimersi un tempo. Il perché te lo spiego fra due righe e ti dò un bel filmato da guardare.
Non potendosi esprimere non lo conoscevi. Grazie ai social media chiunque può dire la sua, e in questo frainteso guazzabuglio chiamato libertà d’espressione assistiamo a fenomeni sgradevoli come, appunto, quello dell’odiatore di turno che entra nel tuo canale social o nel tuo blog per disseminare odio. Fare casino, rompere le scatole.

Adesso che ne sappiamo un pochino di più cerchiamo di capire come riconoscere l’odiatore di turno.

L’hater non ne vuole sapere niente di confronto. Se gli rispondi inizierà una animosa discussione in cui il suo EGO prevarrà in ogni senso. Non risponde logicamente, proseguo il suo sproloquio e basta!
Possono esserci offese o minacce. L’hater un pochino più baldanzoso può persino vestire i panni della tigre del tastierino, concimando insulti sul tuo blog. Questo avviene perché si sente in diritto di dire qualsiasi cosa, come se la verità stesse unicamente dalla sua parte.

Ma adesso che hai riconosciuto l’odiante di turno cosa puoi fare?

Ignorarlo. Alcune di queste persone hanno subito episodi dolorosi che li hanno portati a provare sensazioni negative verso gli altri, il mondo e spesso anche sé stessi. In alcuni casi puoi persino dispiacerti di questa condizione ma in nessun modo la sofferenza personale giusitifca il riversare odio sugli altri. Non si tratta di un comportamento giusto o sbagliato ma di un comportamento ANTISOCIALE che favorisce il proliferare di rabbia e odio nel web, fino ad assistere a quei fenomeni che ogni tanto appaiono nella cronaca.
Lien, nel suo documentario, ha identificato una sola caratteristica che accomuna gli hater. Sono diversi fra loro per età, classe sociale, genere, gusti, nazionalità e religione. Si distribuiscono geograficamente in modo più o meno omogeneo. SONO TUTTE PERSONE SOLE!
La mente umana che si disconnette dalla sua dimensione sociale è totalmente autoreferenziata e porta a convincersi anche delle cose più assurde. La mancanza di confronto ammala la nostra psiche, questo è un fatto!
L’odiante ha un atteggiamento che impedisce il confronto e genera quella solitudine. Talvolta non sono completamente soli ma appartengono a piccoli ristretti gruppi di persone che dicono e pensano le stesse cose. Contaminandosi con le loro visioni pessimistiche del mondo e dell’umanità.
La triade cognitiva del pensiero depressivo ha queste tre caratteristiche:
  • il mondo non è ok
  • gli altri non sono ok
  • io non sono ok
L’hater ha le prime due e il suo EGO lo porta a pensare che lui è la sola persona OK che esiste, o una delle pochissime. In altre parole questo atteggiamento, sebbene lo renda solo o “male accompagnato” lo salva da una inevitabile depressione.
La depressione è una brutta bestia. Il tuo cervello se si salverà in questo modo continuerà a preferire l’odio alla depressione. Ma è un giochino che non può durare all’infinito, arriva sempre un momento in cui l’infelicità in cui viviamo si rivolgerà contro noi stessi se non facciamo qualcosa.

Come ignorare l’hater evitando l’interazione?

Ci sono dei trucchi. Girovagando nel web ho trovato testimonianze di numerosi blogger. Ecco quello che ho preso qua e là e che ritengo utile.
1- il nostalgico. l’odiatore nostalgico è quello che parte con i bei tempi andati, di quando si stava meglio eccetera. potenzialmente hater, evita l’interazione.
2- quello che soffre di interpretazione precoce. quando leggi un commento che si rivolge al titolo anziché al contenuto, evita l’interazione. tra gli interpretazionisti precoci si nascondono molti haters.
3- il politico. schierarsi politicamente ok, ma se parti con la politica in un post o un blog devi sapere che cerchi rissa. evitare l’interazione.
4- l’offensivo. chi inizia con una parolaccia i suoi post magari poi ripiega la coda fra le gambe, ma è comunque un haters, una persona che non cerca nessun genere di confronto, va online per sfogarsi.

Una nota positiva. Quando cominci ad avere haters, significa che hai iniziato ad avere successo!!!

 www.giustimassimo.it



Non aver paura

Se hai paura di avermi dato poche carezze, sappi che non ne ho scordata nemmeno una. Se sei pentita di avermi sgridato anche solo una vo...